La richiesta: una volta a botte lunga 47 metri
Dario Tommasi ci ha contattato per un tunnel di collegamento tra le due cantine storiche dell'azienda: un passaggio pensato per accompagnare i visitatori da una cantina all'altra durante le visite guidate.
La richiesta era precisa: una lunga volta a botte, larga 5 metri e lunga 47,35. C'era però un dislivello da recuperare. I pavimenti delle due cantine hanno 108 centimetri di differenza di quota, e per compensarli una parte del corridoio doveva scendere in pendenza fino all'incrocio con un secondo corridoio, anche questo largo 5 metri e cieco su entrambi i lati.
E c'era un secondo problema. A un'estremità del tunnel esisteva già da tempo un arco monumentale in pietra di Prun, e nessuno sapeva ancora come far arrivare la nuova volta contro quell'arco.
"Quella soluzione non mi piaceva per niente."
Tredici crociere, e sei scalini da 18 centimetri
Al posto della lunga botte abbiamo proposto tredici volte a crociera in mattoni.
La parte più interessante è quella in pendenza. Le sei crociere sopra la discesa sono sfalsate l'una dall'altra con uno scalino di 18 centimetri: sei scalini da 18 fanno esattamente i 108 centimetri del dislivello. Così la pendenza non si legge più come un lungo soffitto inclinato, ma come una successione di crociere a quote diverse.
Il problema tecnico è diventato un elemento dell'architettura: gli scalini danno al tunnel un ritmo, e un risultato estetico migliore di quello che avrebbe avuto una botte continua.
"Non abbiamo nascosto il problema. Lo abbiamo usato per migliorare il progetto."
Pilastri e capitelli: stampi fresati in 3D
Deciso il soffitto, abbiamo studiato quello che gli sta sotto. Tra un pilastro e l'altro sono sistemate le barrique, e quindi i pilastri dovevano resistere anche a eventuali urti. Li abbiamo proposti in calcestruzzo, con uno spessore di 6 centimetri, con delle riquadrature e il logo della cantina.
Li abbiamo gettati su stampi in cemento, a loro volta realizzati con controstampi in polistirolo fresati con la nostra fresa 3D. Allo stesso modo abbiamo fatto i capitelli, che hanno la sede per le luci a LED nascoste: è da lì che la luce sale a illuminare i mattoni delle volte.
Il raccordo con l'arco in pietra di Prun
Restava da risolvere la parte più delicata: il collegamento tra la crociera e il grande arco in pietra di Prun. Non bastava arrivare contro un arco esistente: la geometria delle nuove volte doveva chiudersi in modo convincente contro un elemento monumentale, costruito molto tempo prima. E tutto questo a oltre 5,30 metri di altezza, con un solaio già esistente sopra.
Abbiamo studiato una soluzione e l'abbiamo proposta a Dario Tommasi, che l'ha approvata: come si vede anche nei render più sotto, la volta sale e si allarga fino a raccordarsi con l'arco.
"È una soluzione di cui sono particolarmente orgoglioso, perché era veramente complessa da progettare, da realizzare e da montare."
Tutto risolto prima, in 3D
Prima di costruire il primo pannello, il tunnel lo abbiamo modellato tutto in 3D: la sequenza delle crociere e i cambi di quota, l'incrocio con il corridoio cieco, i pilastri con i capitelli, il raccordo con l'arco in pietra. Qui sotto, i render di studio, il modello definitivo e la divisione delle volte in pannelli.
67 pannelli in quattro giorni e mezzo
Le volte le abbiamo costruite in laboratorio, posando a mano i mattoni sulle centine, e le abbiamo divise in 67 pannelli. Il montaggio è durato quattro giorni e mezzo, in quattro persone.
Per quasi tutto il lavoro abbiamo usato la gru di cantiere. Ma quattro crociere, quelle sopra il tratto con il pavimento in piano, avevano già sopra un solaio esistente: lì i pannelli non si potevano calare dall'alto. Per quelle abbiamo usato il nostro insostituibile sollevatore a tre pistoni, che ci è servito anche per la volta a botte di Giusti Wine: porta il pannello sotto il punto di posa e lo solleva dal basso, regolandolo fino alla sua posizione.
I pilastri li abbiamo posati con il muletto. Poi sono serviti altri tre giorni, in tre, per le stuccature e le finiture.
Dal render alla realtà
Lo stesso punto di vista, prima e dopo: da una parte il render con cui avevamo immaginato il tunnel, dall'altra il tunnel finito. Trascina il cursore per confrontarli.
Realtà
Dalla volta a botte all'effetto wow
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La richiesta
Una volta a botte lunga 47,35 m, con un tratto in pendenza per recuperare 108 cm di dislivello.
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La proposta
Tredici volte a crociera, sei delle quali a scalini di 18 cm, con pilastri e capitelli su misura e il raccordo con l'arco in pietra di Prun.
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In laboratorio
Stampi in cemento da controstampi fresati in 3D per pilastri e capitelli; volte in mattoni divise in 67 pannelli.
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Quattro giorni e mezzo
Montaggio dei 67 pannelli in quattro persone, con la gru di cantiere e il sollevatore a tre pistoni.
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Altri tre giorni
Stuccature e finiture, in tre persone.
Il risultato: l'effetto wow, e un cliente che torna
Anche qui il risultato è stato notevole. Quando si scende dalla sala di degustazione e si entra nel corridoio succede una cosa semplice: guardi a destra, guardi a sinistra, e ti scappa un «wow».
Dario Tommasi è rimasto entusiasta di questo lavoro. E dopo quel tunnel ce ne ha affidati altri: un secondo tunnel, questa volta in pendenza e in curva, per la sua cantina Casisano a Montalcino, e le volte a crociera sopra la piscina di Villa Quaranta.
"Il giudizio migliore non è quello che il cliente ti dà quando hai finito. È quando ti richiama per fare un altro lavoro."
Altre cantine con volte in mattoni: le sei volte a crociera della Vineria del Carmine, la barricaia con volta a botte di Giusti Wine e dieci idee per trasformare una cantina con un soffitto a volta.