Pietrantiche

Cantina Interrata con Volte in Mattoni:Progetto, Umidità e Temperatura

Sotto terra il vino trova il fresco, ma anche l'acqua, l'umidità e i muri contro terra. I principi con cui progettiamo una cantina interrata con volte in mattoni, e come li abbiamo applicati nei nostri lavori.

Ottobre 2026 · 9 min di lettura

Cantina interrata a sei metri di profondità sotto volte a crociera in mattoni, con pilastri e nicchie per le bottiglie — cantina dello Chef Ruben, Appiano Gentile, Como
La cantina dello Chef Ruben, a sei metri sotto il prato, ventilata in modo naturale — Appiano Gentile.

Scendere sotto terra è il modo più antico di dare al vino quello che cerca: fresco, buio, una temperatura che cambia poco tra l'estate e l'inverno. Ma una cantina interrata porta con sé anche i suoi problemi: l'acqua, l'umidità che risale dai muri contro terra, il rischio di muffa, a volte l'odore dei vecchi muri.

La volta in mattoni è la parte che si vede, quella che fa di una cantina un luogo. Ma in un interrato il progetto comincia da quello che non si vede. Qui sotto trovi i principi che seguiamo, nell'ordine in cui li affrontiamo, e per ognuno un esempio da una cantina che abbiamo costruito: una cantina privata a sei metri sotto il prato, una barricaia ricavata in una vecchia vasca, un tunnel in cemento trasformato, una taverna in uno scantinato a tenuta d'acqua.

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Prima di disegnare: acqua, terreno e accesso

La prima domanda non riguarda la forma della volta. Riguarda il luogo:

  • dove sta l'acqua: quanto è vicina la falda, se ci sono infiltrazioni, come si comporta durante l'anno;
  • cosa c'è intorno: muri nuovi e impermeabilizzati, vecchie murature, roccia, terreno;
  • da dove si entra: una scala, una rampa, una botola, oppure il cantiere ancora aperto in alto.

Sono vincoli da conoscere prima di disegnare, perché scoperti in cantiere diventano problemi. Nella barricaia di Ronc dai Luchis, a Faedis, dai muri della vecchia vasca usciva a metà altezza una vena continua d'acqua di falda; nella taverna di Flumignano la falda era a due metri e lo scantinato era a tenuta d'acqua. Due situazioni opposte, due progetti diversi.

Barricaia interrata con otto spicchi di volta in mattoni di recupero, ricavata in una vecchia vasca con l'acqua di falda — Ronc dai Luchis, Faedis, Udine
Una vecchia vasca interrata, con l'acqua di falda nei muri, diventata barricaia — Ronc dai Luchis, Faedis.
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Tenere fuori l'acqua, senza bucare

In un interrato impermeabilizzato ogni foro fatto per fissare qualcosa è un punto da cui l'acqua può tornare. Per questo progettiamo volte autoportanti e decidiamo prima, insieme all'impresa, dove e come collegarle alla struttura.

Il modo più pulito è lasciare nei muri delle nicchie sopra i pilastri e, negli stessi punti, i ferri di ripresa nell'estradosso delle volte: a montaggio finito il getto di collegamento si fa lì dentro, senza toccare l'impermeabilizzazione. A Flumignano abbiamo fatto esattamente così. È un dettaglio che si risolve sul disegno, mesi prima del montaggio, e che con una volta costruita in opera, tra centine e puntelli, sarebbe molto più difficile da controllare.

Pannelli di una volta a crociera in mattoni puntellati sopra i muri in sasso durante il montaggio in uno scantinato a tenuta d'acqua — Flumignano, Udine
Volte autoportanti in uno scantinato a tenuta d'acqua, ancora puntellate durante il montaggio — Flumignano.
03

Separare la cantina dai muri contro terra

Il vino non deve stare a contatto con quello che arriva dal terreno: umidità, odori, muffe che si formano dove l'aria non gira. La soluzione è un'intercapedine che separa la cantina da tutto quello che le sta intorno: sotto il pavimento, lungo i muri, sopra le volte.

L'intercapedine va pensata come uno spazio a parte, con il suo percorso dell'aria e la sua uscita verso l'esterno. Così quello che succede negli spazi tecnici resta fuori dal microclima della cantina. Non diremmo mai che la muffa non può entrare in assoluto: diciamo che, con le intercapedini separate e l'aria che va verso l'esterno, il principio funziona.

A Faedis, dove il proprietario temeva soprattutto gli odori dei vecchi muri, l'abbiamo realizzata così: una pompa sommersa che tiene basso il livello dell'acqua, un'intercapedine a pavimento su elementi a igloo alti trenta centimetri, un'altra lungo i muri, larga quindici centimetri, chiusa da una controparete impermeabile, e il percorso dell'aria che continua sopra le volte. Il problema degli odori è stato risolto.

Barrique sotto volte in mattoni davanti a una parete di roccia lasciata a vista — cantina Al Rocol, Brescia
Quando la roccia resta a vista, il rapporto tra cantina e terreno diventa parte del progetto — Al Rocol, Brescia.
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Far muovere l'aria: entra in basso, esce in alto

Una cantina interrata ha bisogno di ricambio d'aria, ma lento e governato. Il principio è antico: l'aria fresca entra in basso, attraversa gli ambienti o le intercapedini e risale verso un camino, che la richiama per tiraggio naturale. Dove il tiraggio non basta, in cima al camino si mette un aspiratore con inverter, comandato da un termostato, che aumenta o diminuisce la portata.

Nella cantina dello Chef Ruben, ad Appiano Gentile, costruita a sei metri di profondità, l'aria entra ed esce da due prese ricavate in camini nel prato sopra la cantina, senza nessun impianto meccanico. Dopo undici anni, lo Chef Ruben ci ha raccontato così:

"Grazie a questo sistema di ventilazione naturale non ho mai avuto problemi di muffa, infiltrazioni o odori cattivi."

Chef Ruben — Appiano Gentile
Sala dei vini sotto volte a crociera in mattoni in una cantina interrata ventilata in modo naturale — cantina dello Chef Ruben, Appiano Gentile
Sei metri sotto il prato, ventilata da due camini: dopo undici anni, nessuna muffa — cantina dello Chef Ruben.
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La temperatura: raffreddare l'edificio, non soffiare sul vino

Sotto terra la temperatura è già più stabile che in superficie. Quando serve fare di più, prima di installare grandi potenze di condizionamento proviamo a far lavorare l'edificio: raffreddare le intercapedini, i muri, i mattoni, e non l'aria che il vino respira. L'aria condizionata soffiata direttamente in cantina crea un ambiente asettico e si porta via i profumi del legno e del vino.

L'idea l'abbiamo presa dai disegni del 1855 della cantina di Ca' Corniani, a Caorle, dove l'aria raffrescata dall'acqua di risorgiva attraversava le intercapedini fino a grandi camini. Dove c'è acqua si può usare quella; dove non c'è, si può mandare sotto il pavimento aria già a temperatura, molta meno di quella che servirebbe per condizionare tutta la cantina. Per le ondate di caldo o di freddo basta una macchina d'emergenza che lavora nell'intercapedine sopra le volte.

A Faedis l'aria esterna passa sopra l'acqua di falda, a 11-13 gradi, poi nelle intercapedini, e viene richiamata da un camino alto sei metri. Nel luglio 2026, con 41 gradi fuori per diversi giorni, la barricaia non ha superato i 18 gradi, senza condizionatori nell'ambiente.

"Prima di installare decine di kilowatt di condizionamento, proviamo a ragionare sull'edificio."

Germano Corubolo — fondatore di Pietrantiche

Non è un impianto che vendiamo: è un'idea che proponiamo ai progettisti. Sono loro, insieme all'impiantista, a decidere se ha senso in quel luogo, valutando temperatura, umidità e punto di rugiada, perché raffreddando superfici e aria umida la condensa va sempre considerata.

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Anche un interrato esistente può diventare cantina

Molte delle cantine interrate più belle non nascono da zero: sono tunnel, vasche, scantinati che esistono già. Costruire una volta in mattoni in opera, sotto terra, significherebbe centine, ponteggi e settimane di lavoro in un ambiente umido e scomodo. Le nostre volte invece nascono in laboratorio, divise in pannelli: in cantiere il problema diventa farle entrare e montarle.

A Casisano, a Montalcino, un tunnel in cemento grezzo è diventato un corridoio delle barrique sotto volte in mattoni, con i pilastri e la luce che sale lungo le curve. A Faedis l'unico accesso alla vasca era una botola di 1,40 × 1,10 metri: i pannelli sono stati calati con il camion gru, inclinati in aria per sfruttare la diagonale dell'apertura e montati da sotto con il nostro sollevatore a tre pistoni.

Il tunnel della cantina dopo l'intervento, sotto volte in mattoni con pilastri e luce che sale lungo le volte — Casisano, Montalcino
Dopo
Il tunnel della cantina in cemento grezzo prima dell'intervento, con le barrique lungo la parete — Casisano, Montalcino
Prima
Trascina il cursore: a sinistra il tunnel in cemento grezzo, a destra lo stesso tunnel sotto le volte in mattoni — Casisano, Montalcino.
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Materiali che non portano odori

In un ambiente chiuso e fresco, accanto al legno delle barrique, ogni odore resta. Per questo i pannelli delle nostre volte vengono lavati in laboratorio con un'idropulitrice ad altissima pressione, soltanto con acqua, senza prodotti di pulizia. Il lavaggio serve anche a verificare la tenuta dei mattoni prima che il pannello lasci il laboratorio.

Taverna sotto una volta in mattoni con la cantina dei vini dietro la vetrata — casa privata, Brescia
In una casa privata: la taverna sotto la volta e i vini oltre la vetrata — Brescia.
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La forma, alla fine, segue il luogo

Risolti acqua, aria e accesso, la volta può fare quello che sa fare meglio: dare carattere all'ambiente e, con la massa del mattone, un'acustica raccolta. La forma la suggerisce lo spazio. In una vasca rotonda, come a Faedis, otto spicchi che convergono sul pilastro centrale. In un locale lungo e stretto, come la taverna di Flumignano, due crociere e una chiusura a padiglione. Nella cantina dello Chef Ruben, cinque crociere che coprono la degustazione, la cucina e la cantina vera e propria. In una cantina di campagna come Al Rocol, una sequenza di crociere con i pilastri in mattoni.

E la luce va pensata insieme alla volta, non dopo: come lo facciamo lo raccontiamo nella guida su come si progetta una barricaia in mattoni.

Volte a crociera in mattoni con pilastri in mattoni sopra la zona delle bottiglie e della degustazione — cantina Al Rocol, Brescia
Una sequenza di crociere con i pilastri in mattoni — Al Rocol, Brescia.

In sintesi: le domande da farsi prima di cominciare

  • Dove sta l'acqua, e come la teniamo fuori senza forare l'impermeabilizzazione?
  • Come separiamo la cantina dai muri contro terra, e dove esce l'aria delle intercapedini?
  • Da dove entra l'aria fresca, e da dove esce? Basta il tiraggio o serve un aspiratore?
  • Possiamo raffreddare l'edificio invece di condizionare l'ambiente?
  • Da dove entrano i pezzi della volta, e come si montano?
  • Quale forma suggerisce lo spazio, e dove cade la luce?

Tutti i nostri lavori per le aziende vinicole sono nella pagina cantine vinicole e barricaie.

Domande frequenti sulla cantina interrata

Tenendo l'acqua fuori, separando la cantina dai muri contro terra e facendo muovere l'aria. In pratica: impermeabilizzazione senza fori, intercapedini sotto il pavimento, lungo i muri e sopra le volte, e un percorso dell'aria che entra in basso ed esce in alto, verso l'esterno. Nella cantina dello Chef Ruben, a sei metri di profondità e ventilata in modo naturale, dopo undici anni non ci sono muffa, infiltrazioni né cattivi odori. Temperatura, umidità e condensa vanno comunque valutate dal progettista dell'impianto.

Non sempre. Sotto terra la temperatura è già più stabile, e molto si può ottenere raffrescando le intercapedini invece di soffiare aria condizionata sul vino. A Faedis l'aria passa sopra l'acqua di falda e nelle intercapedini, richiamata da un camino con un aspiratore a termostato: nel luglio 2026, con 41 gradi fuori per diversi giorni, la barricaia non ha superato i 18 gradi. Per le ondate di caldo o di freddo si può prevedere una macchina d'emergenza che lavora nell'intercapedine sopra le volte.

Sì, se il collegamento è progettato prima. Le volte possono essere autoportanti e collegate ai muri con getti fatti in nicchie predisposte dall'impresa, dove si lasciano i ferri di ripresa: così non si fa nessun foro nell'impermeabilizzazione. È quello che abbiamo fatto nella taverna di Flumignano, con la falda a circa due metri di profondità.

Sì, e spesso è il caso più interessante. A Casisano, a Montalcino, un tunnel in cemento grezzo è diventato un corridoio delle barrique sotto volte in mattoni; a Faedis una vecchia vasca interrata è diventata una barricaia, con i pannelli calati da una botola di 1,40 × 1,10 metri e montati da sotto con un sollevatore a tre pistoni.

Catalogo Pietrantiche — The Art of Tailor-Made Wine Cellars
Il Catalogo

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